Ambientato in un altrove ottocentesco chiamato Quinnipak, Castelli di rabbia di Alessandro Baricco è un intreccio di storie d’amore, sogni e invenzioni visionarie. Il lavoro di regia e di adattamento pone l’accento sulla musicalità del testo: «Alla fin fine – dichiara Baricco – quel che consegno al lettore è un’idea di tempo, di pause, di respiri, di velocità». Il romanzo fonde suoni, vite e destini, mentre riecheggiano Dickens, Charles Ives, il genio dell’architetto Horeau e l’anima di una locomotiva di nome Elisabeth.
Un lavoro corale con attori-cantanti (un cast di giovani attrici e attori di grande talento, affiancati dagli interpreti del Dramma Italiano di Fiume) che eseguiranno in scena le struggenti partiture vocali del compositore Bruno De Franceschi, coadiuvato nella sua ricerca da Andrea Cauduro. Il progetto sonoro realizzato da Gup Alcaro darà spazialità e ambiente a voci e suoni. Una favola crepuscolare e pirotecnica carica di stupore e ironia «dove – afferma il regista – a trionfare sulla vita è, amaramente, l’immaginazione». (by Teatro Storchi di Modena)

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