All'indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell'Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell'esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring, il famigerato ex braccio destro di Hitler, e di altri alti gerarchi nazisti. Allo stesso tempo, gli Alleati - guidati dal giudice Robert H. Jackson, affrontano l'impresa titanica di istituire un tribunale internazionale, per far sì che il regime nazista risponda dei propri crimini di fronte alla storia. Nel silenzio delle celle, Kelley ingaggia un intenso duello psicologico con Göring, uomo carismatico e manipolatore. Da quello scontro emerge una domanda che ancora oggi tormenta la coscienza del mondo: stavano eseguendo ordini, erano pazzi o semplicemente malvagi? Sul palcoscenico della storia si apre così il processo di Norimberga, un evento che ha cambiato per sempre la storia e l'umanità.
La 'mostruosa' interpretazione di Russell Crowe ipoteca l'intero film che però, appena distoglie lo sguardo da Hermann Göring, va fuori fuoco.
Tratto dal libro del 2013 di Jack El-Hai "The Nazi and the Psychiatrist:
Hermann Göring, Dr. Douglas M. Kelley, and a Fatal Meeting of Minds at
the End of WWII", Norimberga mette appunto in scena il rapporto
tra Hermann Göring e lo psichiatra dell'esercito statunitense il
tenente colonnello Douglas Kelley. Un corpo a corpo intellettuale e
umano che porta i due, drammaturgicamente, a piacersi ma, visto il tema,
il film non può spingersi oltre come invece è accaduto in altri duelli
cinematografici sul Male. Per esempio nel rapporto tra Clarice Starling e
Hannibal Lecter ne Il silenzio degli innocenti.
A Rami Malek il compito di competere con Russel Crowe che riesce a
costruire un personaggio che impersonifica il male in maniera molto
umana. Anche il confronto attoriale vede vincitori e vinti, proprio come
recita il titolo del bellissimo film di Stanley Kramer del 1961 dedicato a Norimberga (Judgment at Nuremberg)
con l'interpretazione spaesata e fuori posto di Rami Malek che non può
non arrendersi all'affermazione della figura di Russel Crowe, capace di
dare una forma fisica espansa, che diventa sostanza, al Maresciallo del
Reich, la figura un tempo più vicina a Hitler, poi caduto in disgrazia
proprio perché temuto concorrente dal Fuhrer.
James Vanderbilt, sceneggiatore di Zodiac e regista, dieci anni fa, di Truth - Il prezzo della verità,
si attiene al libro che ha trasporto sul grande schermo e non indaga
questo aspetto interessante degli ultimi anni di Göring ma si concentra
sull'allestimento del processo di Norimberga e sul tentativo degli
americani di carpire una possibile linea difensiva dei gerarchi nazisti
con l'aiuto di psichiatri, proprio come il dottor Douglas Kelley, e di
psicologi come Gustave Gilbert che gli verrà affiancato. Appena però la
narrazione si allontana da questi incontri a due, che sarebbero potuti
diventare memorabili per il livello di introspezione, ecco che la
drammaturgia perde d'interesse perché il film segue in maniera fin
troppo classica la costruzione, teorica e fisica, del processo di
Norimberga, con, ad esempio, il restauro dell'aula del tribunale e la
preparazione dei detenuti illustri, trasformandosi poi in un dramma
giudiziario in cui il ruolo del dottor Kelley acquista una marginalità
dettata dalla storia e i protagonisti sulla scena diventano il Giudice
Jackson, interpretato da Michael Shannon, e il giurista inglese David
Maxwell Fyfe nei cui panni troviamo l'ottimo Richard E. Grant.
A questo punto il film diventa molto meno interessante, anche delle
miniserie che all'inizio dei Duemila sono state realizzate come Il processo di Norimberga diretto Yves Simoneau (trasmessa in Italia nel 2022 da La7) e, soprattutto, quella documentaria della BBC Nuremberg: Nazis on Trial.
Però il film cerca ovviamente di dialogare anche con l'oggi, con le
domande senza risposta su come sia stato possibile raggiungere l'abisso
della Shoah. In un'epoca, la nostra, in cui continuano altri genocidi,
la responsabilità, anche nel diritto internazionale, dei crimini di
guerra rende Norimberga un film che pone lo spettatore di fronte
all'orrore con la riproposizione dei filmati girati dagli Alleati quando
sono stati liberati i campi di concentramento. È una visione - sempre
insostenibile ma da guardare con occhi ben aperti - oggi ancora più
fondamentale perché ci stiamo allontanando da quegli anni e siamo
anestetizzati da quelli odierni.(by MyMovies)
Finalmente il ritorno di un Russel Crowe come lo abbiamo conosciuto nei suoi migliori film... intenso e decisamente calato perfettamente nel personaggio. Mi è piaciuto molto anche il ruole di Rami Malek, che nonostante la sua giovane età è riuscito nella difficile impresa del 'buono' contro il 'cattivo'. Film storico che strizza l'occhio all'aspetto umano con le sue convinzioni, che quando sono errato, portano ad eventi veramente imprevedibili e nefasti.














