Regia di James Cameron. Un film Da vedere 2025 con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Oona Chaplin. Cast completo Titolo originale: Avatar: Fire and Ash. Genere Azione, Avventura, Drammatico, - USA, 2025, durata 195 minuti. Uscita cinema mercoledì 17 dicembre 2025 distribuito da Walt Disney.
Jake Sully e Neytiri stanno
elaborando, ognuno a modo proprio, il lutto del figlio Neteyam. Jake
allena se stesso e i figli a combattere, mentre Neytiri affronta un
intenso periodo di lutto. Entrambi sono però convinti che Spider, il
ragazzo umano adottato, debba tornare alla base clandestina dove vivono
gli altri alleati umani dei Na'vi e dove si trovano container in cui può
fare a meno della maschera. Nel viaggio verso la vecchia base, i Sully e
la tribù nomade dei Windriders vengono attaccati dal feroce clan
vulcanico dei Mangkwan, guidato dalla terribile Varang. Allo stesso
tempo Quaritch cerca di catturare Sully, ma quando Kiri compie un
miracolo, permettendo a Spider di respirare l'aria di Pandora, tutto
cambia.
Ora il ragazzo è prezioso fino al punto da essere
inestimabile, ma allo stesso tempo costituisce anche un terribile
pericolo per i Na'vi: se gli umani potessero vivere su Pandora senza
supporto senz'altro arriverebbero in massa per colonizzarla. Quaritch
inoltre arma i Mangkwan con fucili automatici ed esplosivi, rendendoli
terribilmente pericolosi per gli altri Na'vi.
Avatar - Fuoco e cenere conclude il dittico sequel di Avatar, inizialmente progettato da Cameron come un unico film. Lo spettacolo non manca, ma risulta ripetitivo.
Seppure ci siano interessanti novità, come il nuovo ruolo di Spider e
soprattutto l'introduzione di una tribù che si allea agli umani, alla
fine non si sfugge alle grandi battaglie tra Na'vi a cavallo di animali
acquatici o aerei, armati di archi e lance, e umani con droni,
esoscheletri e navi da guerra. Tutta una sottotrama è poi dedicata al
tentativo del Tulkun Payakan, il cetaceo che aveva combattuto con i
Na'vi nello scorso film, di convincere la sua pacifica specie a lottare.
Ancora una volta risulta kitsch che questi cetacei comunichino con
naturalezza con i Na'vi e soprattutto che la loro leader sia agghindata
con piercing alle sopracciglia, che è impossibile immaginare siano stati
prodotti dalla sua cultura, priva di pollici opponibili e pure di
utensili.
Quando i Tulkun entrano in scena, il film si sposta in un territorio
molto più vicino al fantasy che non alla fantascienza, del resto come
già dicevamo nella trama è anche un capitolo dove si compiono miracoli. È
sempre più chiaro il ruolo di eletta di Kiri, la figlia di Grace, il
personaggio di Sigourney Weaver, nata dopo la sua morte e apparentemente
senza padre. Kiri ha un contatto speciale con Eywa, la divinità dei
Na'vi e spirito guida delle creature di Pandora.
Eiwa però è, per la prima volta, anche una divinità assente, che ha
lasciato indietro i suoi figli delle regioni vulcaniche. Varang infatti
dice che sono stati abbandonati a catastrofi naturali e per questo non
crede in lei e ha sviluppato un tale rancore da portarla a preferire gli
umani ai suoi simili. Nella sua figura si trova un'idea interessante,
quella di raccontare l'effetto di armare i nemici dei propri nemici,
rispecchiando l'aberrante comportamento dei colonizzatori e di chi
combatte guerre sporche in paesi lontani, anche finendo per creare
mostri - come notoriamente accaduto in Afghanistan.
Purtroppo questo punto non è davvero tematizzato e rimane un'eco della
nostra Storia, leggibile solo a chi già la conosce, tanto più che qui
non si tratta di una diabolica strategia dei vertici militari, quanto di
un piano individuale del villain Quaritch, che il generale Frances
Ardmore non vede di buon occhio. Anche sul fronte delle forze armate
privatizzate il film perde dei colpi: se nel primo capitolo a comando di
tutto c'era un manager della compagnia mineraria RDA, Selfridge, ora il
suo potere è ridotto senza che sia stato sostituito. Una cosa bizzarra,
perché non è così che funzionano le multinazionali e soprattutto perché
a questo punto gli uomini della RDA sembrano più un esercito ufficiale
anziché una società di contractor mercenari.
L'unico a essere spregiudicato
quanto Quaritch è il baleniere che ha perso un braccio nel film
precedente, Mick Scoresby, intenzionato a sterminare i Tulkun, quasi
volesse vendicarsi della ferita subita come un novello capitano Achab.
Né il personaggio, né l'attore, hanno però la statura necessaria e sono
anzi ridotti quasi al livello di una caricatura.
Avatar: Fuoco e cenere dà del suo meglio sul fronte
dell'azione, dove gli scontri si susseguono quasi costantemente, e dove
si rende davvero giustizia al sottotitolo: la quantità di esplosioni e
cose che bruciano è impressionante e il fuoco digitale non era mai stato
così vivido e iperdefinito come in questo film. Ricordiamo infatti che
Cameron si è avvalso, per alcune scene, di girato con un elevato numero
di fotogrammi al secondo, che aumentano enormemente la definizione delle
scene e la fluidità dei movimenti di macchina, con il rischio di creare
un realismo eccessivo che può far risultare povero un set. Ma non è
certo il caso dei sontuosi set virtuali di Avatar, lussureggianti nella
natura quanto ricchi di movimenti di massa nelle scene di guerra.
Peccato che le grandi battaglie, sempre girate con perfetta geometria da
Cameron, siano tematicamente ognuna la fotocopia sbiadita della
precedente.
Sebbene l'intento ecologista del regista sia nobile e di certo il suo
mondo in fiamme abbia qualcosa da dire sul presente del nostro pianeta,
sarebbe stato meglio che Avatar - La via dell'acqua e Avatar - Fuoco e cenere
fossero rimasti un film solo, per sciogliere più agilmente un intreccio
non così ispirato e anticipare le novità promesse dal prossimo
capitolo. D'altra parte è possibilissimo che il botteghino dia, ancora
una volta, ragione a James Cameron. (by MyMovies.it)
Sebbene la storia in se sia un po' deboluccia, Avatar rimane comunque un evento imperdibile per gli amanti dei film spettacolari da vedere assolutamente al cinema, che si scelga il 3D o, come abbiamo fatto noi, il Dolby Surround. Il mondo iper-colorato di Avatar rimane comunque uno dei più spettacolari, che si tratti di foresta, cielo o acqua, la cura dei dettagli e sempre sorprendente.
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