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lunedì 23 febbraio 2026

Anastasia Il musical

Una produzione Broadway Italia e IMARTS
libretto di Terrence McNally
musiche di Stephen Flaherty
testi di Lynn Ahrens
traduzione e adattamento delle parole delle canzoni Franco Travaglio
parole delle canzoni del film d’animazione Ernesto Brancucci
regia di Federico Bellone

Dopo i ripetuti sold out registrati nei maggiori teatri italiani, che gli hanno valso il riconoscimento di Musical dell’anno, Anastasia il Musical farà tappa a Bologna.

La pièce, portata in scena da un cast straordinario e diretta dal regista Federico Bellone, coadiuvato da Chiara Vecchi, che ne cura anche le coreografie., ha saputo conquistare il cuore di un pubblico ampio e variegato, testimoniato dai numeri record raggiunti nelle principali città italiane. Particolarmente apprezzata sia dal pubblico che dalla critica l’interpretazione di Sofia Caselli, Anya sul palco in cui si intravede nel primo atto, una determinata, giovane donna alla ricerca della verità sulle proprie radici e sul suo passato; nel secondo una fiera nobildonna, dal portamento regale.  Con la magia della musica dal vivo diretta dal Maestro Giovanni Maria Lori, che dirige brani indimenticabili come Quando viene dicembre o Viaggio nel passato, Anastasia il Musical trasporta gli spettatori in un’epoca di sfarzo, mistero e passione per seguire le vicende di Anya, una giovane donna che potrebbe essere la Granduchessa Anastasia, l’unica sopravvissuta alla tragica fine della famiglia Romanov. Un’avvincente avventura, tra intrighi politici e colpi di scena, che riesce a creare una nuova vita ai personaggi della storia in un viaggio verso la verità e l’amore con un’emozionante colonna sonora composta da Stephen Flaherty e Lynn Ahrens.

La storia si ispira alla leggenda della Granduchessa Anastasia Nikolaevna di Russia. È il 1916 e da San Pietroburgo ha inizio l’incredibile avventura della principessa Anastasia, la giovane figlia di Nicola II, ultimo zar di Russia. Sono gli anni della Rivoluzione Russa che infuoca le piazze e gli animi del popolo e che segnerà presto la tragica fine delle atmosfere scintillanti delle feste di palazzo e dell’intera dinastia dei Romanov. Sopravvivono agli assalti l’imperatrice madre e la giovane nipote Anastasia. Qualche anno più tardi, ritroviamo Anya, ormai giovane donna senza famiglia né ricordi, pronta ad intraprendere il suo personale viaggio lontano dall’orfanotrofio in cui è cresciuta, sulla strada che la porterà a Parigi, verso il sogno di scoprire la propria identità e soprattutto verso l’amore. Lungo il suo viaggio, Anya incontra Dimitri ed il suo amico Vlad, due simpatici truffatori alla ricerca di una sosia della principessa da presentare all’imperatrice madre in cambio di 10.000 rubli; insieme si recano a Parigi per reclamare l’eredità che spetta di diritto alla principessa Anastasia. (by Teatro EuropAuditorium)

NON HO PAROLE!!! Lo vorrei rivedere subito almeno tre o quattro volte dietro fila è statto BELLISSIMO!!! Tutti bravissimi, anzi superbi ed anche le parti recitate sono state curate veramente bene... una MERAVIGLIA!!! 


 



 

I ragazzi irresistibili

di Neil Simon
con Umberto Orsini e Franco Branciaroli e con Flavio Francucci, Sara Zoia, Giorgio Sales, Emanuela Saccardi 
regia Massimo Popolizio
traduzione Masolino D’Amico

la voce del regista televisivo è di Massimo Popolizio
scene Maurizio Balo’
costumi Gianluca Sbicca
luci Carlo Pediani
suono Alessandro Saviozzi

produzione Teatro de Gli Incamminati-Compagnia Orsini-Teatro Biondo Palermo
in collaborazione con CTB Centro Teatrale Bresciano
e con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano

I due protagonisti della commedia di Neil Simon, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni, sono chiamati a riunirsi, undici anni dopo, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme, per una sola sera, per celebrare la storia del glorioso varietà americano. In scena vediamo i due vecchi attori che, con le loro diverse personalità, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo, che in questi anni è diventato un classico, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni.

Ispirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville, Joe Smith e Charles Dale, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e, con la sceneggiatura dell’autore, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk. (by Teatro Comunale di Carpi)

Sono veramente due 'ragazzi' irresistibili, ad ogni battibecco che questi due 'mostri' del teatro si scambiano non si può fare a meno di pensare a quanto siano bravi, a come rappresentino l'essenza stessa del teatro. Ricordo le prime volte che andavo a teatro da adolescente con la scuola e capitava di vedere quel 'mostro sacro' di Orsini in qualche tragedia di Shakespeare... e già allora lo ammiravo tantissimo (contro corrente come sempre rispetto ai miei coetanei che lo consideravano 'barboso' e forse tutt'ora la pensano così!). Però vederlo ancora così presente a se stesso, così padrone del palcoscenico mi ha riempito il cuore, perchè quando il teatro è 'bello' è nutrimento per l'anima!!! 

Cantando sotto la pioggia (il musical)

Una produzione Fabrizio di Fiore Entertainment & FdF GAT
basato sul film de Metro-Goldwyn-Mayer, per gentile concessione di Warner Bros. Theatre Ventures, Inc.
musiche pubbliche da EMI, tutti i diritti amministrati da Sony/ATV Music Publishing LLC, coreografie originali del film di Gene Kelly e Stanley Donen
prodotto in collaborazione con Maurice Rosenfield, Lois F. Rosenfield e Cindy Pritzker, Inc.
in accordo con Music Theatre International www.mtishows.eu
libretto Betty Comden e Adolph Green
canzoni di Nacho Herb Brown e Arthur Freed
con Flora Canto Kathy Selden, Lorenzo Grilli Don Lockwood
e con la partecipazione di Martina Stella Lina Lamont
scene Italo Grassi
costumi Silvia Califano
direzione musicale Ivan Lazzara
traduzione liriche Luciano Cannito e Laura Galigani
regia, adattamenti e coreografie Luciano Cannito

Arriva al Teatro EuropAuditorium il 20 e 21 dicembre 2025 una nuova, scintillante edizione italiana di Cantando sotto la pioggia, prodotta da Fabrizio di Fiore Entertainment & FdF GAT. La regia, firmata da Luciano Cannito, fa rivivere tutta la magia, l’ironia e la leggerezza di uno dei musical più amati di sempre. Questa versione si distingue per un tono ancora più comico, divertente e gioioso, grazie all’adattamento dello stesso Cannito, che cura anche le coreografie.  Protagonisti d’eccezione sono Lorenzo Grilli, Flora Canto e Martina Stella, insieme ai talentuosi Vittorio Schiavone, Maurizio Semeraro e Sergio Mancinelli. A impreziosire ulteriormente lo spettacolo, le scene sono firmate dal maestro Italo Grassi e i costumi da Silvia Califano, figlia del grande cantautore, che dona al progetto uno stile unico ed elegante. La direzione musicale è affidata a Ivan Lazzara, mentre il disegno luci è curato dal visionario Valerio Tiberi: entrambi nomi di punta nel panorama dei grandi allestimenti internazionali. Il cast e l’ensemble sono stati selezionati tramite audizioni nazionali, garantendo un livello eccellente di talento vocale, danza e recitazione.  Una produzione coinvolgente e piena di energia, che porterà gli spettatori a cantare, ridere e sognare… magari proprio sotto la pioggia, che in scena il pubblico potrà ammirare scendere, come per magia… Tratto dall’omonimo film del 1952, il musical è ambientato nella Hollywood degli anni ‘20, durante la transizione dal cinema muto al sonoro. La storia segue Don Lockwood, una star del cinema muto, e il suo migliore amico Cosmo Brown nella realizzazione di un film parlato. Il problema principale nasce quando la vanitosa co-protagonista, Lina Lamont, si rivela inadatta al nuovo cinema sonoro per la sua voce stridula. Per salvare il loro film, Don e Cosmo convincono Kathy Selden, una giovane attrice di talento, a doppiare segretamente la voce di Lina. Dopo vari fraintendimenti e momenti esilaranti, la verità verrà a galla. (by Teatro EuropAuditorium)

Sebbene credo che sia la terza volta che vediamo questo musical, con tre compagnie diverse, è sempre una gioia rivederlo, soprattutto per scoprire se l'attrice che interpreta Lina Lamont sarà all'altezza delle aspettative. Martina Stella è stata una sorprendente Lina Lamont, mi è piaciuta davvero molto, ed il musical nella sua totalità è risultato all'altezza dei precedenti, e non era scontato... più gli spettacoli vengono riproposti, più si ha la possibilità di fare paragoni. 

HARLEM GOSPEL CHOIR

The magic of Motown
The music of Marvin Gaye, Stevie Wonder & The Supreme

produzione International Music and Arts

Il celebre Harlem Gospel Choir torna a emozionare il pubblico italiano con un concerto energico e coinvolgente, in cui si fondono le radici del gospel con l’energia travolgente del soul ispirato alla leggendaria tradizione Motown. Da anni, il coro più famoso d’America porta in tutto il mondo un messaggio di amore, unità e ispirazione, toccando le corde più profonde dell’anima con voci che sollevano lo spirito e accendono il cuore. I loro brani sono un’esplosione di gioia, libertà e spiritualità. In questa nuova produzione, Harlem Gospel Choir rende omaggio a un’epoca d’oro della musica afroamericana, esaltando il contributo storico della Motown, l’etichetta che ha rivoluzionato il panorama musicale mondiale negli anni ’60 e che ha contribuito all'integrazione razziale attraverso un sound soul-pop unico e inconfondibile. Con 79 hit nella Top 10 Billboard in un solo decennio, la Motown ha segnato un’epoca e continua a ispirare generazioni di artisti e ascoltatori. Un concerto che è molto più di uno spettacolo: è una celebrazione dell’anima, della storia e della musica. Fondato nel 1986 da Allen Bailey, è formato dalle più raffinate voci e dai migliori musicisti delle Chiese Gospel di Harlem e di New York. L’Harlem Gospel Choir si batte da sempre, attraverso la propria musica, per creare una migliore comprensione della cultura Afro-Americana e della musica Gospel, cercando dunque di condividere i propri valori e i propri messaggi con migliaia di persone in tutto il mondo. Si è esibito accanto a superstar mondiali come Bono degli U2, Diana Ross, The Gorillaz, Andre Rieu e più recentemente con Sam Smith, Damon Albarn e Pharrel Williams. Sono l’unico coro gospel al mondo ad essersi esibito per due Papi (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), due Presidenti degli Stati Uniti d’America (Carter e Obama), la Famiglia Reale, Nelson Mandela, oltre ad avere registrato brani con artisti quali Sir Keith Richards, The Chieftains e Trace Adkins. Nel 2022 hanno girato le principali città mondiali con il tour “Harlem Gospel Choir sings Nina Simone”, mentre nel 2023 si sono esibiti con un nuovo progetto dal titolo “Celebrating 60 years of Whitney Houston”, un tour – tributo in occasione dei 60 anni dalla nascita della cantante. (by Teatro Comunale di Carpi)

Un appuntanmento immancabile sotto le feste di Natale, perchè non c'è niente che dona la giusta atmosfera come un coro gospel. 

Arrivano i Dunque

 

Alessandro Bergonzoni

(Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)

Teatro Storchi

La comicità graffiante e gli accenti poetici di Alessandro Bergonzoni scavano nella complessità del presente per tentare di reinventare la realtà e costruire un futuro alternativo.

I tempi sono colmi, «Arrivano i Dunque». Da questa premessa l’autore e attore Alessandro Bergonzoni costruisce il suo nuovo allestimento, «un’asta dei pensieri dove cerco il miglior (s)offerente – scrive – per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta». In continuità con la sua ricerca artistica tra creatività e impegno sociale, questa pièce, pur nella sua impronta comica, vuole essere un tentativo di trovare una nuova cifra “bergonzoniana”: secondo l’artista è da cercare nella “C’realtà”, neologismo da lui stesso coniato che rivela la tensione morale di questo lavoro e, in generale, della sua personale ricerca. In uno spazio scenico multifunzionale viene ricostruita «una realtà che non solo non ci basta più ma che possiamo/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente più accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati». (by Teatro Storchi)

Bisognerebbe vedere questo spettacolo almeno un paio di volte per poter apprezzare meglio tutte le battute che questo particolarissimo comico riesce a snocciolare ad una velocità impressionante, anche perchè molte di queste, sono tutt'altro che banali e con il loro cinismo portano lo spettatore a riflettere, magari dopo essere usciti dal teatro, mentre si fa ritorno a casa. Non tutte le sue 'punture' possono risultare condivisibili, ma è proprio qui che sta il bello, nell'ascoltare un pensiero espresso in modo pugente e senza filtri, che rende il tutto ancora più bello. 

La febbre del sabato sera (il musical)

Una produzione Compagnia della Rancia
basato sul film Paramount/RSO e sulla storia di Nik Cohn
adattato per il palcoscenico da Robert Stigwood in collaborazione con Bill Oakes
north American Version scritta da Sean Cercone e David Abbinanti
musiche e liriche originali Bee Gees
arrangiamenti e orchestrazioni David Abbinanti
traduzione e adattamento testo e liriche italiane Franco Travaglio
con Simone Sassudelli Tony Manero, Gaia Soprano Stephanie Mangano, Jessica Lorusso Annette, Natascia Fonzetti Dj Monty, Alice Grasso Candy
coreografie Chris Baldock 
direzione musicale Andrea Calandrini 
scene Lele Moreschi 
costumi Riccardo Sgaramella 
disegno luci Francesco Vignati 
disegno fonico Enrico Porcelli 
regia Mauro Simone 

La Febbre del Sabato Sera – il musical è presentato grazie a uno speciale accordo con Broadway Licensing Global Theatrical Ltd www.broadwaylicensing.co.uk

Dal 13 al 14 dicembre 2025, la Compagnia della Rancia porta in scena La febbre del sabato sera – Il musical al Teatro EuropAuditorium, su licenza di Broadway Licensing, ispirato al film Paramount/RSO del 1977 e alla storia di Nik Cohn che esplorava le nuove tendenze della vita notturna e della scena disco, adattato per il palcoscenico da Robert Stigwood in collaborazione con Bill Oakes (North American version scritta da Sean Cercone e David Abbinanti), con la coinvolgente colonna sonora dei Bee Gees e arrangiamenti e orchestrazioni di David Abbinanti. La regia di Mauro Simone, che prende spunto dalle inquadrature immersive del film e dall’indimenticabile piano-sequenza con un giovanissimo John Travolta, restituisce a teatro freschezza e attualità alla storia dell’italo-americano Tony Manero che ha segnato una generazione.

Sul palcoscenico, 21 performer danno vita alle leggendarie hit dei Bee Gees, da Stayin’ Alive e Night Fever a You should be dancing e How Deep Is Your Love, successi planetari della disco music e simboli della cultura degli anni Settanta. Il testo e le liriche di alcune canzoni sono stati tradotti da Franco Travaglio, mentre i brani che animano le scene ambientate alla 2001 Odissey vengono interpretati in inglese. (by Teatro EuropAuditorium)

Un bel musical, forse non il migliore che abbiamo visto, soprattutto a livello recitativo ed anche alcune canzoni, a parer mio, potevano essere interpretate meglio, ma nonostante questo lo spettacolo è stato sufficientemente godibile. 

Brokeback Mountain

BROKEBACK MOUNTAIN a play with music
con Edoardo Purgatori, Filippo Contri e Malika Ayane

dal racconto di Annie Proulx
musiche di Dan Gillespie Sells
regia e versione italiana Giancarlo Nicoletti

Live band
Marco Bosco (pianoforte), Paolo Ballardini (chitarre), Massimiliano Serafini (basso e contrabasso)

produzione Teatro Carcano, Altra Scena, Accademia Perduta Romagna Teatri, GF Entertainment
inserito nel circuito ATER Fondazione

Wyoming, 1963: un’America rurale di estrema povertà fatta di piccoli villaggi e popolata da sparute comunità retrograde. Quando i diciannovenni Ennis e Jack accettano un lavoro da pastori su una montagna isolata, le loro certezze di vita cambieranno per sempre, segnando le loro vite con un amore irrefrenabile e nascosto lungo vent’anni. Un’indimenticabile storia di amore, lotta e accettazione. Per la prima volta in Italia, e dopo il successo londinese, “Brokeback Mountain” - basato sul racconto di Annie Proulx e a vent’anni dal pluripremiato film omonimo - si trasforma in una sontuosa intima e spettacolare in cui i brani originali di Dan Gillespie Sells, interpretati da Malika Ayane e una live band, si intrecciano in modo indissolubile alla storia, tracciando paesaggi sconfinati e dando voce al tumultuoso mondo interiore dei due protagonisti. Nei ruoli protagonisti di Ennis e Jack, due giovani attori dal grande carisma e con solide esperienze alle spalle al cinema e in teatro: Edoardo Purgatori (“Diamanti”, “Siccità”) e Filippo Contri (“Vita da Carlo”). Un’esperienza coinvolgente e di forte impatto emotivo - che mescola teatro, musica dal vivo e cinema - per una storia d’amore universale e senza tempo, pronta ad appassionare e commuovere un’intera nuova generazione di spettatori con il potente messaggio che porta con sé e svelando emozioni e dettagli ancora inesplorati. Annie Proulx, autrice del racconto originale, ha definito “profondamente commovente” l’adattamento teatrale di Ashley Robinson che ha riscosso grande successo in Inghilterra. La storia di Jack ed Ennis ha conquistato il mondo del cinema nel 2005 con il film di Ang Lee “I segreti di Brokeback Mountain”, premiato con tre Oscar, un Leone d’Oro, quattro Golden Globe e quattro Bafta.

Portare Brokeback Mountain a teatro rappresenta per me un esercizio di sottrazione e di fiducia. Fiducia nella struttura narrativa del testo, nella potenza emotiva dei personaggi e soprattutto nella capacità del linguaggio teatrale – contaminato da altri codici espressivi – di restituire una storia che, pur ancorata a un preciso contesto geografico e temporale, possiede una portata universale ed è in grando di parlare in modo diretto, profondo, quasi istintivo, alla pancia e al cuore di chi guarda. L’impianto registico vuole fondarsi, allora, sull’idea che l’essenzialità possa essere, al contempo, valore drammaturgico e cifra stilistica: la storia di Ennis e Jack non ha bisogno di sovrastrutture, in quanto racconto lineare e profondo, che ci interroga su temi come l’identità, il desiderio, il tempo, la perdita. La volontà è di affidarsi pienamente alla qualità degli interpreti, alla direzione attoriale e alla forza espressiva della musica dal vivo, che diventa elemento drammaturgico centrale. Una musica che non accompagna, ma struttura, in grado di creare paesaggio, clima emotivo, respiro interno. La sfida è quella di pensare Brokeback Mountain non come una montagna, ma come un luogo dell’anima. Un dispositivo scenico, allora, al servizio della storia, che la reinventi con il mezzo teatrale, tenendo ben presente e dimenticando, allo stesso tempo, la fortunata versione cinematografica. Una messinscena aperta e ibrida, in cui l’intreccio tra linguaggio teatrale e musicale e l’uso di videocamere dal vivo sia in grado di moltiplicare i piani di lettura, restituendo gli occhi di un’intimità possibile, entrando nei dettagli, nei gesti più piccoli, in una dimensione quasi “invisibile” che il teatro a volte fatica a cogliere. Uno spazio scenico lontano da ricostruzioni naturalistiche, ma che possa trasformarsi in luogo evocativo, attraversabile, in grado di mutare e accogliere la dimensione emotiva della narrazione. La “vastità” dei luoghi – così centrale nel racconto originale – viene allora affidata alla musica, ai giochi di luce, alla suggestione teatral – cinematografica, in uno spazio in costante trasformazione, che si dilata e contrae, facendosi intimo o aprendosi all’orizzonte, in relazione diretta con ciò che accade tra i corpi in scena. Nessun confine tra interno ed esterno, tra paesaggio e spazio mentale: tutto deve essere potenzialmente permeabile e interconnesso. Nel desiderio, infine, di portare in scena un lavoro che indaghi la relazione tra intimità e distanza, tra spazio privato e spazio sociale, tra ciò che è visibile e ciò che resta celato; un’esperienza di cui il pubblico non sia solo spettatore, ma parte del processo emotivo, interrogandosi su ciò che resta, che non si dice, che si perde o che si conserva dentro. Non uno spettacolo “sul” desiderio, ma che “del” desiderio restituisca la vibrazione, il movimento, la presenza silenziosa; lasciando che, per un momento, ciò che accade in scena risuoni come qualcosa di familiare, pur se lontano. Come una montagna, appunto, che non si può dimenticare.
Giancarlo Nicoletti (by Teatro Comunale di Carpi)

Spettacolo molto bello, intenso e ben interpretato dai due protagonisti. L'accompagnamento musicale di Malika con la sua raffinatezza lo ha semploicemente impreziosito dando più enfasi ai momenti cruciali di questa storia d'amore combattuta. 

Vastelli di rabbia

 

Ambientato in un altrove ottocentesco chiamato Quinnipak, Castelli di rabbia di Alessandro Baricco è un intreccio di storie d’amore, sogni e invenzioni visionarie.  Il lavoro di regia e di adattamento pone l’accento sulla musicalità del testo: «Alla fin fine – dichiara Baricco – quel che consegno al lettore è un’idea di tempo, di pause, di respiri, di velocità». Il romanzo fonde suoni, vite e destini, mentre riecheggiano Dickens, Charles Ives, il genio dell’architetto Horeau e l’anima di una locomotiva di nome Elisabeth. 
Un lavoro corale con attori-cantanti (un cast di giovani attrici e attori di grande talento, affiancati dagli interpreti del Dramma Italiano di Fiume
) che eseguiranno in scena le struggenti partiture vocali del compositore Bruno De Franceschi, coadiuvato nella sua ricerca da Andrea Cauduro. Il progetto sonoro realizzato da Gup Alcaro darà spazialità e ambiente a voci e suoni. Una favola crepuscolare e pirotecnica carica di stupore e ironia «dove – afferma il regista – a trionfare sulla vita è, amaramente, l’immaginazione». (by Teatro Storchi di Modena)

lunedì 3 novembre 2025

Vito - L'altezza delle lasagne

Una produzione Cronopios Srl
di Francesco Freyrie e Andrea Zalone
assistenza drammaturgica e regia Daniele Sala
assistente Mattia Angiola
concept fotografico Giovanni Bortolani

Il mondo della cucina con tutte le sue mistificazioni, ossessioni e derive è il fil rouge de L’altezza delle lasagne. Vito, attore comico da sempre appassionato gourmand e conduttore di seguitissime trasmissioni di cucina – tra cui “Vito con i suoi” su Gambero Rosso Channel – affronta con ironia e un pizzico di cattiveria un tema che gli è particolarmente caro: il cibo. Con la comicità che lo contraddistingue, l’attore prende di mira tutte le manie e gli eccessi che oggi connotano l’argomento, dalla scelta delle materie prime ai ristoranti, passando per allergie, intolleranze, diete e mode alimentari.

Uno spettacolo “politicamente scorretto” in cui chiunque si sentirà “preso in mezzo” e in qualche modo coinvolto. La morale? Resta sempre la stessa: l’amore! Cucinare con amore, per chi si ama (compresi se stessi), amando l’ambiente che ci circonda, senza sprechi né eccessi. (dal sito del Teatro delle Celebrazioni)

I monologhi di Vito sono sempre spassosi, come si suol dire... 'ne ha per tutti'!!! Non gli va mai bene nulla ed è quello il bello, perchè tra tutte le sue critiche c'è sempre qualcosa di vero e che difficilmente non condividi!!! L'altezza delle lasagne si riferisce ad un evento che coinvolge suo padre, bravissimo cuoco, che alla domanda di quanti strati devono essere fatte le lasagne, lui risponde con fermezza 7 e quando gli chiedono il perchè... con una sincerità disarmante risponde semplicemente che quelli sono gli strati che stanno nell'altezza del suo stampo! e come dargli torto... 😀 

Voto: 8 

lunedì 16 giugno 2025

Frankenstein Jr. - Il Musical

“Si-può-fare!”, “Rimetta a posto la candela”, “Gobba? Quale Gobba?”, “Lupo ululì e castello ululà”, “Potrebbe andare peggio… potrebbe piovere”, sono solo alcune delle esilaranti battute entrate nella storia grazie al film cult Frankenstein Junior, dal quale proprio lo stesso regista, Mel Brooks, ha tratto l’omonimo musical, fedele trasposizione della realtà cinematografica, dove le atmosfere gotiche fanno da sfondo ai tantissimi momenti di irresistibile comicità, arricchite da delle mirabolanti musiche e canzoni
in puro stile Broadway.

La Compagnia Teatrale I Saltafoss, reduce dal grande successo di “Happy Days – Il Musical”, porta in scena un altro spettacolo tratto da un film entrato nei cuori di numerose generazioni, a cinquant’anni dalla sua prima uscita nei cinema italiani.

La produzione si avvale della licenza ufficiale MTI con un cast composto da oltre 30 artisti tra attori, cantanti e ballerini. Le liriche sono tutte in italiano tranne l’indimenticabile “Puttin’ on the Ritz” e sono eseguite rigorosamente dal vivo.

Frederick Frankenstein (o Frankenst-in, come intende farsi chiamare inizialmente il protagonista rinnegando le sue origini), Igor, Inga, Elizabeth, Frau Blücher, l’ispettore Kemp e naturalmente… la Creatura, sono i principali e indimenticabili personaggi che garantiscono 2 ore di sicuro divertimento e vi aspettano a teatro per farvi morire (e resuscitare) dalle risate! (dal sito del Teatro Nazionale di Milano)

Una delle rappresentazioni teatrali più divertenti che i possano vedere, che se interpretate magistralmente come in questo caso, ti lasciono il sorriso sulle labbra all'uscita da teatro e la voglia di non far passare troppo tempo prima di rivederlo ancora...

giovedì 22 maggio 2025

Serenata a Napoli

Il primo spettacolo teatrale di Serena Rossi è fatto di musica e parole, tutte dedicate a Napoli.

Così cantava Partenope, che provava un dolore dolce. La sua voce era una freccia che colpì il mio cuore.

Napoli è una sirena, Partenope che si lasciò morire per non essere riuscita ad incantare Ulisse.
Una creatura mitologica che rinuncia alla vita per un amore mortale.
Napoli è nata sotto il segno della musica.
Napoli è femmina.
Adorata e uccisa.
Amata e odiata.

In questo spettacolo teatrale i racconti e la musica sono stretti come amanti. Una canzone apre una storia che riporta ad una musica, che rimanda ad una leggenda, che arriva ad una ninna nanna. Al centro la città più misteriosa del mondo, che ha confuso anche le sirene, che ha una sua filosofia, un suo immaginario, una sua religione.

A Napoli Serena Rossi dedica la sua serenata. Per conquistare la sua città le canta le canzoni della sua infanzia, di quella terra tellurica stretta tra il Vesuvio e il mare. Fa rivivere le voci dei vicoli, i canti e le feste, intreccia racconti e melodie per cogliere l’essenza immortale di una città che vibra di storia e mistero. (dal sito del Teatro Duse di Bologna)

Serena Rossi è spettacolare!!! Bravissima cantante, simpatica, comunicativa e bellissima... uno spettacolo coinvolgente che parla di Napoli ai Napoletani e non solo, che ci fa sentire tutti italiani, tutti uguali anche se forse alcune parole dialettali non tutti sono in grado di capirle. Ma non importa, perchè basta ascoltare col cuore e guardare la bellezza che sta sul palco per capire il significato delle canzoni, che comunque vengono spiegate perfettamente da una Serena che ci accomapagna per mano lungo questo meraviglioso viaggio... Serena, noi siamo qua... ti aspettiamo per un altro viaggio, ovunque tu ci voglia portare e... se proprio non sai cosa combinare, ricordati che non sei solo Mina Settembre, Carmen Catalano in 'Un Posto Al Sole' è ancora nei nostri cuori...

Voto: 8

 

lunedì 14 aprile 2025

Caro Lucio - Il grande tributo a Lucio Dalla

Preparati a uno spettacolo straordinario con “Caro Lucio”.Questo concerto celebra l’arte e l’eredità del leggendario cantautore italiano Lucio Dalla, portandoti direttamente nel cuore delle sue melodie indimenticabili.Lasciati emozionare dai brani iconici come “Caruso”, “L’anno che verrà”, “Anna e Marco” e tanti altri, eseguiti con arrangiamenti dal vivo fedeli ai grandi concerti di Dalla.Con una voce incredibilmente simile all’originale e interpretazioni potenti, questo tributo ti farà rivivere la magia dei concerti di Lucio Dalla.

Non perdere l’occasione di assistere a un evento che onora uno dei più grandi artisti della musica italiana. (dal sito del Teatro Michelangelo)

E' la prima volta che sento parlare di una cover band di Lucio Dalla e amando da sempre questo artista, abbiamo provato questa esperienza, con un po' di timore a dire il vero... perchè Lucio è Lucio... ed è un attimo che un mito sia 'scimmiottato' malamente da qualcuno che non può essere alla sua altezza. Invece devo dire che questi ragazzi hanno saputo rappresentarlo molto bene, sia come musica che come voce... Il cantante non ha necessariamente calcato la mano sul voler assomigliare a Lucio e questo ha fatto di lui un interprete qualificato e discreto, per non parlare delle 'mise' alla Lucio molto divertenti! Anche i musicisti sono stati davvero molto bravi, mi è piaciuto in particolare il bassista, ma tutti sono stati all'altezza. Senz'altro da rivedere se ci sarà l'occasione... è bello ritrovare Lucio, lo abbiamo perso davvero troppo presto!

Voto: 8  

lunedì 7 aprile 2025

Rocky - The musical

Una produzione di Fabrizio Di Fiore Entertainment e Roma City Musical in accordo con Music Theatre International
libretto di Thomas Meehan e Sylvester Stallone
liriche di Lynn Ahrens
musica di Stephen Flaherty
con Pierpaolo Pretelli
traduzione e adattamento di Luciano Cannito
traduzione liriche di Luciano Cannito e Laura Galigani
scene di Italo Grassi
costumi di Veronica Iozzi
disegno luci di Valerio Tiberi
direzione musicale di Ivan Lazzara
associato alla direzione musicale di Angelo Nigro
coreografia di Luciano Cannito
coreografo associato di Fabrizio Prolli
regia di Luciano Cannito

Vincitore del premio Oscar come miglior film, Rocky torna sul ring in questo nuovo spettacolare musical, un musical mozzafiato ma allo stesso tempo pieno di poesia, canzoni straordinarie e splendidi numeri di ensemble. La musica e le liriche sono dei vincitori del Tony Award e candidati all’Oscar Lynn Ahrens e Stephen Flaherty, il libretto del pluripremiato Tony Thomas Meehan, adattato dall’acclamata sceneggiatura nominata all’Oscar di Sylvester Stallone, lui stesso tra gli autori dello spettacolo.
Rocky Balboa è un piccolo pugile di Filadelfia che viene scelto per affrontare Apollo Creed, campione mondiale in carica dei pesi massimi, che avrebbe dovuto affrontare un altro campione improvvisamente infortunato. Mentre Rocky si allena con passione e disciplina per il combattimento, inizia una relazione con Adriana, fragile commessa di un piccolo negozio di animali, stanca di essere maltrattata da suo fratello. Man mano che il loro amore cresce, Rocky e Adriana trovano ciascuno la propria forza interiore e tirano fuori il meglio l’uno dall’altro. Con grinta e cuore in parti uguali, Rocky parla del trionfo dello spirito, della forza e dell’amore.

La regia di Luciano Cannito che, dopo i successi di 7 Spose per 7 Fratelli, Cabaret e Saranno Famosi, si conferma una delle firme di spicco del nuovo musical italiano. (dal sito del Teatro EuropAuditorium)

In sè il musical mi è piaciuto molto, Giulia Ottonello è sempre una garanzia, l'abbiamo vista in altri musical ed ha sempre una gran voce, unita ad una maturazione teatrale che in questo spettacolo è evidente. Altra cosa è la recitazione e canto di Rocky (Pierpaolo Pretelli), sicuramente non al livello che ci si aspetta da un protagonista. Il combattimento finale però lo salva, questa ultima parte dello spettacolo è veramente  ben fatta...

Voto: 7

I tre Moschettieri - Opera Pop

Una produzione di Stefano Francioni Produzioni e Teatro Stabile d’Abruzzo
con Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci e Graziano Galatone
musiche di Giò Di Tonno
testi di Alessandro Di Zio
coreografie di Veronica Peparini e Andreas Muller
produzione esecutiva Paola Pirandola
direzione artistica e regia di Giuliano Peparini

“Tutti per uno, uno per tutti!”: questo celebre motto dal romanzo di Alexandre Dumas prende vita in uno spettacolo dove musica, prosa e danza si fondono in un racconto coinvolgente ed emozionante. Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci e Graziano Galatone interpretano rispettivamente Athos, Porthos e Aramis, sotto la raffinata direzione artistica e regia di Giuliano Peparini.

La trama ruota attorno all’amicizia incorruttibile dei tre moschettieri, un legame archetipico, privo di ipocrisia e intriso di onore e fedeltà. In contrasto con l’amore e l’amicizia, trionfa l’ambizione e il potere. Questo conflitto tra buoni e cattivi, figli della stessa penna, è il cuore pulsante dello spettacolo. L’onestà e l’amicizia, valori sempre più rari nel mondo contemporaneo, risplendono nelle gesta dei moschettieri. Essi combattono per ciò che è giusto, con le loro spade pronte a difendere l’onore e l’amore. L’intreccio amoroso tra D’Artagnan e Costanza, minacciato dalla perfida Milady, aggiunge una nota tragica e passionale alla narrazione. Il finale, segnato dalla giustizia ma intriso di amarezza, lascia una riflessione sul bene, il male e il mistero della morte, unico enigma che rende vulnerabile l’essere umano.(dal sito del teatro EuropAuditorium)

Io amo i musical ed uno tra i miei preferiti è da sempre Notre Dame De Paris, visto più volte e sempre pronta a rivederlo... e questo 'I Tre Moschettieri' me lo hanno ricordato molto, sia per le musiche magistralmente interpretate da due protagonisti di Notre Dame De Paris (Giò di Tonno e Vittorio Matteucci), sia per la presenza di un bellissimo corpo di ballo che sono anche degli abilissimi acrobati. Un cast bello numeroso, dove tutti, ma proprio tutti sono stati bravissimi, la voce della 'perfida' Milady, rimarrà impressa nella mia memoria per sempre... Chissà se avrò occasione di rivedere questo spettacolo, sarebbe molto gradito!!!

Voto: 8

giovedì 27 marzo 2025

Perfetti sconosciuti

DINO ABBRESCIA, ALICE ALBERTINI, PAOLO BRIGUGLIA,
PAOLO CALABRESI, MASSIMO DE LORENZO,
LORENZA INDOVINA, VALERIA SOLARINO

di Paolo Genovese
scene Luigi Ferrigno
costumi Grazia Materia
luci Fabrizio Lucci                      
regia Paolo Genovese

Nuovo Teatro in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Lotus Production

Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti.
Una brillante commedia sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”.
Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta.
Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim.
Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare?
Durante una cena, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate. 
Metteranno così a conoscenza l’un l’altro i propri segreti più profondi…(dal sito del Teatro Comunale di Carpi)

Non mi ricordavo benissimo il film, ma ho trovato lo spettacolo migliore del film, meno cupo e più divertente. L'argomento in sè è ancora molto attuale nonostante siano passati già diversi anni dall'uscita del film, è impossibile conoscersi veramente e tutti abbiamo dei segreti, chi più, chi meno. Poi alcune cose forse sono portate un po' all'eccesso, forse non è poi così importante che gli amici che frequenti assiduamente non sappiano che sei gay, o meglio, in questa epoca ormai non dovrebbe più essere un problema, i problemi sono ben altri... Però il tutto è stato stemperato da momenti esilaranti e questo ha reso lo spettacolo molto godibile.

Voto: 7

Toccando il vuoto

Una produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni

con il contributo di Regione Toscana
di David Greig
traduzione Monica Capuani
con Lodo Guenzi, Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatta
regia di Silvio Peroni

Rappresentato per la prima volta in Italia, il testo del drammaturgo scozzese David Greig, Toccando il vuoto, pone alla base dell’opera il tema delle scelte, etiche e non, che circondano gli eventi.

Tratto da una storia vera, la pièce è ambientata nel 1985 durante la scalata nelle Ande Peruviane, dove gli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates restano vittime di un incidente durante la fase di discesa che provoca la caduta di Joe in un dirupo. Simon, per non rischiare di precipitare assieme al suo compagno, è costretto a tagliare la corda da arrampicata. La storia si sviluppa tra passato e presente, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza, in un tempo e spazio che si fondono costantemente, ponendo il pubblico in un interrogativo costante: «cosa avremmo fatto al posto di Simon?». (dal sito del Teatro delle Celebrazioni)

Per fortuna non avevo letto niente di questa piece teatrale, altrimenti avrei già saputo come si svolgeva la storia, che è stata rappresentata in modo che solo verso la fine si comprende che per lo più si è trattato di un sogno che ha fatto Joe. Quattro attori che hanno 'riempito' il palco manco fossero in venti!!! Ho adorato l'interpretazione di Eleonora Giovanardi, che ha reso il personaggio delle sorella di Joe veramente 'autentico' e 'forte'! Ma sono stati bravi tutti, sono riusciti a far sentire le emozioni provate in uno sport così particolare e alla portata di pochi. Cosa avremmo fatto al posto di Simon? non lo sapremo mai, perchè in certe circostanze bisogna trovarcisi, e questa è solo una metafora di tutti quei momenti difficili della vita in cui ci viene chiesto di prendere delle decisioni. Saranno quelle giuste? forse semplicemente non c'è una decisione giusta e una sbagliata, c'è quella che si riesce a prendere! 

Voto: 8

lunedì 10 marzo 2025

Roberto Bolle & Friends

La magia della grande danza di Roberto Bolle torna con il suo Gala Roberto Bolle and Friends al Teatro EuropAuditorium. C’è ancora riserbo sul cast che accompagnerà l’Étoile in questi nuovi appuntamenti per un programma che viene ideato dal Maestro Roberto Bolle mescolando repertorio classico e contemporaneo, pezzi inediti a grandi cavalli di battaglia. Sempre all’insegna della grande danza internazionale. (dal sito del Teatro EuropAuditorium)

Purtroppo dopo aver visto uno spettacolo di questo tipo, non potrò più andare a vedere nessun spettacolo di ballo classico... perchè non potrà mai essere a questo livello. E' stato bellissimo ed io non me ne intendo di balletto classico, ma proprio per questo, lo spettacolo così 'variegato', con un mix di moderno e classico è stato piacevole ed emozionante. Roberto è straordinario, ha una capacità comunicativa con i suoi movimenti che è ineguagliabile. La sua fisicità è un valore aggiunto, si direbbe che essendo molto alto e molto fisicato potesse risultare poco fluido nei movimenti, ed invece, al contrario, riesce ad utilizzare il suo corpo per 'parlare' con i movimenti. Bravissimi anche tutti gli altri ballerini che lo accompagnano in questo spettacolo, un mix veramente molto equilibrato. Se dovessi scegliere un balletto tra quelli che ho visto, probabilmente scegliere il duetto che Roberto ha eseguito insieme ad un altro ballerino... veramente particolare ed emozionante.

Voto: 9 (non ho dato 10 perchè avrei voluto vedere qualche numero in più 😊)

martedì 4 marzo 2025

Il caso Jekill

SERGIO RUBINI, DANIELE RUSSO

tratto da Robert Louis Stevenson
adattamento Carla Cavalluzzi e Sergio Rubini
e con Geno Diana, Roberto Salemi, Angelo Zampieri, Alessia Santalucia 
scene Gregorio Botta
scenografa assistente Lucia Imperato
costumi Chiara Aversano
disegno luci Salvatore Palladino
progetto sonoro Alessio Foglia
regia Sergio Rubini

produzione Fondazione Teatro Di Napoli - Teatro Bellini,
Marche Teatro, 
Teatro Stabile di Bolzano

Il nostro Henry Jekyll è uno stimato e blasonato studioso della mente vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, proprio nello stesso periodo in cui nasce e si sviluppa la psicanalisi.
Dopo un’affannosa e solitaria ricerca sui disturbi psichici dei propri pazienti, il grande luminare è approdato all’individuazione delle cause della malattia mentale: all’origine di quei disturbi vi è il conflitto tra l’Io e la sua parte oscura, la sua Ombra, quella battezzata in quegli anni con il nome di Inconscio.
Secondo gli approdi scientifici del dottor Jekyll, l’Io anziché reprimere questa parte, che se troppo compressa improvvisamente potrebbe emergere in tutta la sua violenza fino a sfociare talvolta nella follia, deve imparare a riconoscerla e a stabilire con essa un rapporto, un dialogo costruttivo. L’Ombra, infatti, non è costituita solo da istinti e desideri inconfessabili, ma è anche e soprattutto fonte di creatività e di piacere, oltre a rappresentarci per ciò che siamo veramente, nel profondo. Il dottor Jekyll decide così di sperimentare su se stesso le sue teorie tirando fuori dalla caverna del conscio ciò che è a lui stesso nascosto, a cui dà il nome di Edward Hyde. Ciò che il dottore non mette in conto è che una volta liberato quel suo famigliare oscuro, questi, anziché soggiacere alle regole del dialogo impostate dalla sua parte razionale, inizia progressivamente a vivere di vita propria dando libero sfogo alle sue inclinazioni più malvagie e violente fino a prendere il sopravvento sull’intera vita dell’esimio scienziato. A cadere vittima di Edward Hyde, oltre a tutte le figure chiave della vita del medico, ignare di chi si nasconda dietro quell’essere spregiudicato, sarà Jekyll stesso, che al culmine degli orrori collezionati dal suo doppio malvagio, sarà messo di fronte all’amara scelta se continuare a tenere in vita Edward Hyde o “disinnescarlo” anche a costo di ucciderlo. (dal sito del Teatro Comunale di Carpi)

Uno spettacolo inquietante e un Jekyll/Hyde magistralmente interpretati da Daniele Russo. Al termine dello spettacolo si prova quasi pena per quest'uomo sopraffatto dal suo 'io' malvagio, che ha la meglio sul suo 'io' coscienzioso di medico. La voce narrante di Sergio Rubini è una tra le più limpide e chiare che abbia mai sentito, capace di catturare l'attenzione. 

Voto: 7

 

 

 

Aggiungi un posto a tavola

Una produzione di Alessandro Longobardi e Viola Produzioni srl
commedia musicale di Garinei e Giovannini
scritta con Jaia Fiastri
liberamente ispirata a After me the Deluge di David Forrest
con Giovanni Scifoni (Don Silvestro), Lorella Cuccarini (Consolazione), Marco Simeoli (sindaco), Sofia Panizzi (Clementina), Francesco Zaccaro (Totò), Francesca Nunzi (Ortensia)
la voce di lassù è di Enzo Garinei
musiche di Armando Trovajoli
scenografie originali di Giulio Coltellacci adattamento scenografico di Gabriele Moreschi
costumi originali di Giulio Coltellacci adattamento di Francesca Grossi
disegno luci di Emanuele Agliati
disegno fonico di Emanuele Carlucci e Tommaso Macchi
direttore di produzione Carlo Buttò
supervisione artistica Alessandro Longobardi
coreografie originali di Gino Landi riprese da Cristina Arrò
direzione musicale Maurizop Abeni
regia originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini ripresa teatrale di Marco Simeoli

ensemble:
Alessandro Di Giulio
(Cardinale), Chiara Albi, Simone Baieri, Giuseppe Bencivenga, Vincenza Brini, Nico Buratta, Giuditta Cosentino, Francesco De Simone, Anna Di Matteo, Stefano Martoriello, Eleonora Peluso, Annamaria Russo, Rocco Stifani, Ylenia Tocco.

Dopo quattro stagioni di grande successo torna, con un cast prestigioso, Aggiungi un posto a tavola. Lo spettacolo che quest’anno festeggia 50 anni di successi.

La storia narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna che un giorno riceve una telefonata inaspettata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per affrontare l’imminente secondo diluvio universale. Aiutato dai compaesani, Don Silvestro riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo in ogni modo, e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi che metterà a dura prova gli uomini del paese.

Quando comincia il diluvio, sull’arca si ritrovano solo Don Silvestro e Clementina, figlia del sindaco perdutamente innamorata di lui. Mentre i paesani vengono sommersi dall’acqua, Don Silvestro decide di abbandonare l’arca per condividere con i suoi fedeli quel terribile momento: un gesto infinito d’amore che Dio premia facendo cessare il diluvio. L’avventura si chiude attorno a una tavola in festa che celebra il ritorno alla serenità. (dal sito del Teatro EuropAuditorium)

Non è la prima volta che vedo questo spettacolo meraviglioso, anni fa lo vidi con il figlio di Johnny Dorelli e lo amai alla follia, mentre questa nuova produzione l'ho già vista due volte!!! E vi dirò, forse la seconda mi è piaciuta ancor più della prima... Giovani Scifoni, Lorella Cuccarini e Sofia Panizzi per me sono insuperabili e non ha prezzo vedere uno spettacolo che ti fa sorridere, che dona una serenità di cui tutti abbiamo bisogno!!! Bravi bravi bravissimi... lo vedrei altre 100 volte!!! 

Voto: 10 con lode

 

lunedì 3 febbraio 2025

Tootsie

Una produzione di PeepArrow Entertainment, in collaborazione con il Teatro Sistina 

musica e testi di David Yazbek
libretto di Robert Horn
con Paolo Conticini ed Enzo Iacchetti
coreografie Roberto Croce
direzione musicale Emanuele Friello
regia e adattamento di Massimo Romeo Piparo

Tootsie, il nuovo spettacolo teatrale di Massimo Romeo Piparo, è tratto dal famoso film del 1982 con Dustin Hoffman, regia Sidney Pollack, con musica e testi del vincitore del Tony Award David Yazbek.

Tootsie segue le vicende di Michael Dorsey, interpretato magistralmente da Paolo Conticini, un attore dalle mille sfaccettature che, dopo una serie di delusioni lavorative, decide di travestirsi da donna per ottenere un ruolo in un importante musical di Broadway.
Accanto a Conticini, Enzo Iacchetti offre un’interpretazione brillante nel ruolo di Jeff, l’amico di Dorsey, aggiungendo ulteriore profondità alla storia.

Una commedia brillante con un ritmo serrato e musiche coinvolgenti, che critica ironicamente il mondo dello showbusiness. La storia affronta temi importanti come l’amore, l’identità, il ruolo della donna nella società e il coraggio di rischiare per ottenere opportunità. La famosa frase finale del film, pronunciata da Dustin Hoffman, risuona anche nel musical: “Sono stato un uomo migliore da ‘donna’, di quanto lo sia stato da ‘uomo’”.(dal sito del Teatro EuropAuditorium)

Che spettacolo!!! Uno spettacolo bellissimo, in cui anche le canzoni, sembravano strofe recitate su una melodia, rendendo le parole comprensibili proprio come se fossero battute di un testo teatrale. La coppia Conticini - Iacchetti è talmente 'rodata' che riescono a ridersi dietro l'un l'altro all'interno dello spettacolo stesso, facendo ridere il pubblico di gusto, perchè vedere la sintonia degli attori sul palco non è poca cosa. Era tanto che non vedevo un musical così ben fatto, talmente ricco che ti scordi che stai guardando un musical e così accogliente che ti lasci cullare dalla maestria indiscussa di ogni interprete. Bellissima anche la scenografia ed i ballerini hanno creato dei riempitivi di tutto rispetto.

Voto: 9